1967. Cream "Disraeli Gears"
Artista: Cream
Album: Disraeli Gears
Anno di uscita: 1967
Formazione:
Eric Clapton – (chitarra/voce)
Jack Bruce – (basso/armonica/voce)
Ginger Baker – (batteria/voce)
Genere: Blues Rock / Psych-Rock / Stoner Rock
• 🟢 PRO: La presenza di classici intramontabili come Strange Brew
e Sunshine of Your Love
che hanno influenzato centinaia di band successive.
• Gli assoli taglienti ed epici di Eric Clapton uniti alle linee di basso melodiche di Bruce e alle variazioni jazz di Baker.
• Una perfetta fusione tra blues, psych-rock e stoner che riesce a trasportare l'ascoltatore direttamente nell'essenza della cultura hippie degli anni '60.
• 🔴 CONTRO: Le imperfezioni nel canto e una coesione tecnica tra i membri che a tratti non si dimostra una sintonia impeccabile.
• 🏆 VOTO FINALE: 9.0 / 10
La copertina di Disraeli Gears è già di per sé un richiamo ai ricordi degli anni '60: i colori vivaci, il carattere e i motifs psichedelici richiamano la cultura hippie e l'ascesa del rock and roll che caratterizzò quel decennio.
Disraeli Gears è un album mistico, psichedelico e groovy, anche se non rappresenta un trionfo musicale né una dimostrazione impeccabile di sintonia tra i membri della band. I testi audaci, un canto volutamente imperfetto, riff di chitarra energici, linee di basso melodiche e una batteria discreta sono le caratteristiche sonore di questo album.
Sebbene ci siano momenti di genio musicale e una certa alchimia tra i musicisti, è il riflesso della cultura di quel periodo a rendere quest'album così memorabile. Chiunque, in qualsiasi epoca, può ascoltare quest'album e sentirsi immediatamente trasportato indietro nel tempo, agli anni '60, poiché non solo i suoni, ma anche le idee presenti nell'album sono un riflesso diretto del periodo in cui è stato creato. In sintesi, pochi album riescono a rappresentare il proprio tempo come Disraeli Gears.
L'album si apre con due dei loro più grandi successi: "Strange Brew" e "Sunshine of Your Love". Entrambi sono considerati classici dello stoner rock. In "Strange Brew", Clapton offre subito assoli blues.
"Strange Brew : Il primo singolo dell'album, un pop-blues psichedelico guidato dalla voce e dagli assoli taglienti di Clapton."
"Sunshine of Your Love"
presenta assoli epici di Clapton e ritmi potenti di Baker e Bruce, che hanno influenzato centinaia di band successive.
"World of Pain" è un brano ricco di riverbero in cui Clapton e Bruce cantano di un albero grigio, mentre Baker crea ritmi che variano da un semplice scandire del tempo a un jazz selvaggio.
"Dance the Night Away" è un brillante pezzo di psych-rock, con la chitarra di Clapton che sembra provenire da un'altra dimensione.
"Blue Condition" è un lento e psichedelico brano di psych-rock.
"Tales of Brave Ulysses" è uno dei brani più significativi dei Cream, spesso dimenticato come loro composizione.
"Swlabr" è un pezzo stoner-psych ancora più intenso. Clapton emette accordi graffianti e potenti, Bruce si rivolge al pubblico in fondo alla sala e Baker colpisce la sua batteria con tanta forza da quasi distruggerla.
"We're Going Wrong" offre un blues-psych che è ancora più psichedelico grazie a Clapton.
"Outside Woman Blues", un brano che potrebbe sembrare un classico blues, ma i Cream lo reinventano in un potente pezzo stoner rock, arricchito da un assolo infuocato di Clapton.
"Take It Back" è un altro brano che mostra forti influenze blues.
Disraeli Gears ha dimostrato che i Cream erano al culmine della loro creatività.
L'incontro ravvicinato tra Eric Clapton e Jimi Hendrix
L'incontro ravvicinato tra Eric Clapton
e Jimi Hendrix
è passato alla storia come "il giorno in carena in cui Hendrix uccise Dio"
. Nella Londra del 1966
, sui muri della città apparivano continuamente scritte spray che recitavano "Clapton is God"
(Clapton è Dio). Il chitarrista dei Cream era il re indiscusso del blues rock britannico.
Tutto cambiò bruscamente la sera del 1° ottobre 1966
L'imboscata al Regent Street Polytechnic
Jimi Hendrix era atterrato a Londra da appena una settimana, totalmente sconosciuto in Europa, portato dall'ex bassista degli Animals diventato manager, Chas Chandler. Hendrix aveva accettato di trasferirsi in Inghilterra a una sola condizione: voleva che Chandler gli presentasse Eric Clapton.
Quella sera i Cream suonavano alla Regent Street Polytechnic. Prima dello show, Chandler andò nel camerino della band e chiese se un giovane americano potesse fare una breve jam session sul palco con loro. Clapton, seppur riluttante, acconsentì pensando si trattasse del solito musicista amatoriale.
L'esecuzione di "Killing Floor"
Hendrix salì sul palco, prese la sua Fender Stratocaster bianca per destri (girata al contrario perché era mancino) e la collegò direttamente all'amplificatore del bassista Jack Bruce.
Senza preavviso, Hendrix attaccò a una velocità supersonica "Killing Floor" di Howlin' Wolf. Si trattava di un brano blues notoriamente difficilissimo, che lo stesso Clapton ammetteva di non avere ancora la tecnica adatta per suonare dal vivo.
Non fu solo una dimostrazione di velocità impressionante: Jimi scatenò sul palco un arsenale visivo e sonoro mai visto prima in Europa. Iniziò a fare l'equilibrista, a usare i feedback distorti come un'arma, a suonare la chitarra dietro la schiena e persino con i denti.
La reazione shock di Eric Clapton
L'impatto sul "Dio della chitarra" fu devastante. Jack Bruce raccontò in seguito: "Eric era un chitarrista, Jimi era una forza della natura".
Clapton rimase talmente pietrificato dalla tecnica e dall'arroganza scenica di Hendrix che smise di suonare a metà canzone, lasciò cadere le braccia lungo i fianchi e abbandonò il palco.
Anni dopo, ricordando quella sera che cambiò per sempre la storia del rock, Clapton ammise candidamente: "Se ne andò dal palco e la mia vita non fu mai più la stessa".
Il tragico epilogo dell'amicizia
Nonostante quell'inizio "violento", i due diventarono grandissimi amici e si frequentarono assiduamente a Londra. C'è un ultimo aneddoto, drammatico, che lega le loro vite.
A metà settembre del 1970, Clapton stava girando per i negozi di strumenti musicali a Londra e vide una rarissima Fender Stratocaster bianca per mancini. La comprò d'impulso, felicissimo di poterla regalare a Jimi quella sera stessa a un concerto a cui avrebbero dovuto partecipare insieme. Hendrix però non si presentò all'appuntamento. Il mattino seguente, il 18 settembre 1970, i telegiornali annunciarono la morte di Jimi Hendrix. Clapton non riuscì mai a consegnargli quella chitarra.