1969. Woodstock
Dal 15 al 18 agosto del 1969, all'apice della diffusione della cultura hippy, che voleva riunire con "3 days of peace and music"; ma fu anche l'ultima grande manifestazione del movimento, che da allora si diffuse sempre più pure fuori dagli Stati Uniti, dove era nato, ma senza la coesione e l'originalità che avevano permesso negli anni Sessanta eventi come il Monterey Pop festival, la Summer of Love a San Francisco e, appunto, il festival di Woodstock.
Woodstock era stato ideato come un festival di provincia il nome, dal tono modesto, con cui era pubblicizzato; ma accolse inaspettatamente più di 400.000 giovani (secondo fonti non certe, addirittura un milione di persone); trentadue musicisti e gruppi, fra i più noti di allora, si alternarono sul palco; l'esibizione non smise che un giorno dopo il previsto (era stato programmato sino al 17): così il festival ebbe una grande carica simbolica, che richiama ancora oggi, ma, soprattutto, fu un grande evento della storia del rock.
MUSICISTI PARTECIPANTI: - 31 ARTISTI
Joan Baez - Joni Mitchell - The Band - Blood, Sweat & Tears
Paul Butterfield Blues Band - Canned Heat - Joe Cocker - Country Joe and the Fish
Creedence Clearwater Revival - Crosby, Stills, Nash & Young - Grateful Dead
Arlo Guthrie - Tim Hardin - Richie Havens - Jimi Hendrix - Incredible String Band
Janis Joplin - Jefferson Airplane - Melanie - Mountain - Quill - Santana
John Sebastian - Sha-Na-Na - Ravi Shankar - Sly and the Family Stone
Bert Sommer - Sweetwater - Ten Years After - The Who - Johnny Winter
"Il glorioso e fangoso miracolo in cui il rock si trasformò in utopia e mezzo milione di giovani dimostrò al mondo che la pace era possibile."
"Generazione"
Ci son stati tanti rifiuti come quello:
Beatles o meglio John Lennon volle portare il gruppo della moglie ma gli organizzatori non accettarono perché non era un gruppo famoso.
Led Zeppelin (volevano essere il gruppo della manifestazione).
Bob Dylan aveva problemi con il figlio.
Rolling Stones rifiutarono perché Mick Jagger preferì partecipare alle riprese di un film.
Jethro Tull fu per Ian Anderson e la sua avversione nei confronti degli hippy.
Pink Floyd, il sound c’entrava poco con le scelte degli organizzatori.
The Who per esempio hanno avuto problemi con gli organizzatori e Pete Townshend non era mai stato convinto nel partecipare a Woodstock.
Il "Libro Paga" di Woodstock e i Retroscena del Festival
Dietro la facciata romantica di "Pace, Amore e Musica", il festival di Woodstock del 1969 fu anche un gigantesco e caotico ingranaggio economico e logistico. Molti degli artisti accettarono di esibirsi solo dietro precise garanzie finanziarie, dando vita a un "libro paga" mitico, dove le differenze di cachet tra le leggende dell'epoca e le future icone della musica erano abissali.
I Cachet degli Artisti: Quanto Guadagnarono?
Il budget totale stanziato dagli organizzatori di Woodstock Ventures per i compensi dei musicisti si aggirava intorno ai 140.000 dollari complessivi.
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Jimi Hendrix: Fu l'artista in assoluto più pagato del festival, incassando ben 18.000 dollari (l'equivalente di oltre 125.000 dollari odierni). Pretese inoltre di essere l'ultimo a esibirsi, chiudendo di fatto la manifestazione il lunedì mattina davanti a una folla ormai decimata.
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Blood, Sweat & Tears: Sorprendentemente secondi in classifica, si portarono a casa 15.000 dollari.
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e Creedence Clearwater Revival: Entrambi incassarono 10.000 dollari. I CCR, in particolare, furono i primi "big" a firmare per il festival, garantendo alla manifestazione la credibilità necessaria per attirare gli altri nomi.
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Janis Joplin, The Band e Jefferson Airplane: Ricevettero un cachet di 7.500 dollari a testa.
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The Who: Accettarono l'ingaggio per 6.250 dollari.
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Grateful Dead: Si accontentarono di 2.500 dollari.
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Joe Cocker: Nonostante la sua leggendaria e memorabile esibizione di With a Little Help from My Friends, ricevette appena 1.375 dollari.
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Carlos Santana: All'epoca quasi del tutto sconosciuto al grande pubblico, si esibì insieme alla sua band per la modesta cifra di 750 dollari. La sua infuocata performance di Soul Sacrifice consacrò la sua stella nel firmamento del rock mondiale.
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I meno pagati: Fanalini di coda furono la folksinger Melanie (750 dollari) e la rock band Quill (soli 375 dollari).
Sul Palco del Mito: Le Esibizioni più Iconiche, Folli e Ritardatarie
Se Woodstock è diventato leggenda, lo si deve a ciò che accadde sopra quel legno instabile, tra amplificatori umidi, fango e orari totalmente stravolti. Alcune di quelle performance hanno cambiato per sempre la storia del rock.
L'esibizione più "Stonata" e Ipnotica: Carlos Santana
All'epoca ventiduenne e praticamente sconosciuto, Carlos Santana e la sua band salirono sul palco il sabato pomeriggio. C'è un retroscena folle: convinto di dover suonare molte ore dopo, Santana aveva assunto una massiccia dose di LSD regalatagli da Jerry Garcia dei Grateful Dead. All'improvviso, a causa dei continui cambi di scaletta, fu spinto sul palco nel picco dell'effetto. Durante la monumentale esibizione di "Soul Sacrifice", Santana dichiarò in seguito che vedeva il manico della sua chitarra Gibson trasformarsi in un serpente vivo che doveva assolutamente dominare. Il risultato fu uno dei momenti di latin-rock più incendiari, selvaggi e perfetti mai registrati.
L'esibizione più "Elettrica" (e Pericolosa): The Who
Gli inglesi The Who non volevano partecipare. Arrivati sul posto, pretesero il cachet in contanti prima di salire sul palco e rimasero nel backstage a litigare per ore, salendo on stage solo alle 4:00 del mattino di domenica. Durante il loro set, l'attivista politico Abbie Hoffman salì sul palco per protestare al microfono contro l'arresto di un leader radicale; Pete Townshend, furioso per l'interruzione, lo colpì alla schiena con la sua chitarra scaraventandolo giù dal palco. La band chiuse lo show alle prime luci dell'alba, mentre Townshend distruggeva la sua chitarra lanciandola tra il pubblico.
L'esibizione più "Disastrosa": Grateful Dead
Non tutte le performance furono dei successi. I Grateful Dead, alfieri della psichedelia di San Francisco, tesero a suonare sotto la pioggia battente del sabato sera. Il palco non era adeguatamente isolato a livello elettrico: ogni volta che i musicisti toccavano le corde delle chitarre o i microfoni, subivano forti scosse elettriche. Come se non bastasse, i loro amplificatori (pesantissimi) rischiavano di far crollare la struttura a causa del terreno fangoso. La band, visibilmente nel panico e stordita dalle droghe, offrì una delle peggiori performance della sua carriera, che decisero persino di escludere dal documentario ufficiale.
L'esibizione più "Divina": Joe Cocker
Domenica pomeriggio, sotto un cielo nero che minacciava tempesta, un giovane cantante bianco di Sheffield, Joe Cocker, ipnotizzò mezzo milione di persone con la sua reinterpretazione di "With a Little Help from My Friends" dei Beatles. Con le sue mosse convulse, la voce graffiante e un'intensità quasi dolorosa, Cocker trasformò una canzonetta pop in un urlo soul collettivo. Subito dopo l'ultima nota, sul festival si abbatté un violentissimo fortunale che interruppe la musica per ore.
L'esibizione più "Politica": Jimi Hendrix
Originariamente programmato per la domenica sera, Jimi Hendrix salì sul palco solo alle 8:30 di lunedì mattina. Davanti a lui non c'era più l'immensa marea dei giorni precedenti, ma "soli" 30.000 spettatori esausti e circondati dai rifiuti. Fu in quel momento che Hendrix, accompagnato dalla sua nuova band Gypsy Sun and Rainbows, eseguì una versione distorta, straziante e rumorosa dell'inno nazionale americano, "The Star-Spangled Banner". Utilizzando la leva del vibrato e i feedback del suo amplificatore Marshall, Hendrix imitò il suono delle bombe, delle mitragliatrici e delle sirene, trasformando la sua chitarra in una ferocissima protesta contro la guerra in Vietnam. Fu il punto esclamativo del festival.
Aneddoti e Retroscena Incredibili
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Da evento privato a festival gratuito: Gli organizzatori avevano previsto una vendita di biglietti per circa 150-200 mila persone. Quando l'affluenza superò i 450.000 giovani, le recinzioni e i botteghini non ancora terminati vennero letteralmente travolti. Impossibilitati a gestire la massa, gli organizzatori dichiararono ufficialmente Woodstock un "evento gratuito", accumulando inizialmente oltre 1,3 milioni di dollari di debiti (ripianati solo successivamente grazie ai diritti del film e del disco).
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Elicotteri e contanti all'ultimo minuto: A causa del blocco autostradale totale causato dal traffico, molti artisti e i loro manager, spaventati dal caos, iniziarono a pretendere il pagamento in contanti prima di salire sul palco. Gli organizzatori dovettero letteralmente recuperare pacchi di banconote dalle banche locali e trasportarli sul posto tramite gli stessi elicotteri usati per trasportare gli artisti e i primi soccorsi.
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Richie Havens e l'apertura improvvisata: Il festival avrebbe dovuto essere aperto dai Sweetwater, ma la band rimase bloccata nel traffico. Gli organizzatori spinsero sul palco un riluttante Richie Havens solo perché era l'unico ad avere strumenti acustici facili da montare. Havens suonò così a lungo da esaurire la scaletta e fu costretto a improvvisare sul momento il brano Freedom, diventato uno dei simboli assoluti di Woodstock.
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Il rifiuto di Bob Dylan: Nonostante il festival portasse il nome della sua città di residenza (dove era inizialmente previsto), Dylan si oppose fermamente all'invasione degli hippy e preferì fare le valigie per andare a suonare all'Isle of Wight Festival in Inghilterra. Il festival venne così spostato nella cittadina di Bethel, sui terreni del coltivatore di latte Max Yasgur.
