1976. Rory Gallagher "Calling Card"
Artista:
Rory Gallagher
Album:
Calling Card
Anno di uscita:
24 ottobre 1976
(prodotto in collaborazione con Roger Glover dei Deep Purple)
Formazione:
Rory Gallagher – Voce, chitarra e armonica
Gerry McAvoy – Basso
Lou Martin – Tastiere
Rod de'Ath – Batteria
Genere:
Blues rock
, Hard rock
e Folk rock (con forti influenze rock and roll tradizionale)
• 🟢 PRO
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Produzione eccellente: La collaborazione con Roger Glover (bassista dei Deep Purple) ha ripulito il suono grezzo tipico di Rory, dando ai brani una nitidezza e una dinamica mai sentite prima nei suoi lavori in studio.
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Varietà stilistica: È considerato uno dei suoi album più eclettici. Spazia magistralmente dal rock duro di Moonchild al blues acustico di Barley & Grape Rag , fino alle sfumature quasi jazz della title track Calling Card .
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Alchimia della band: Questa formazione (Gallagher, McAvoy, Martin, de'Ath) ha raggiunto qui il suo picco creativo, mostrando una coesione strumentale straordinaria.
• 🔴 CONTRO
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Meno "viscerale" rispetto ai live: Alcuni fan storici dell'epoca e parte della critica ritennero la produzione di Glover fin troppo levigata, preferendo l'energia selvaggia e senza filtri che Rory esprimeva sul palco (come in Irish Tour '74 ).
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Qualche traccia minore: Nella seconda metà del disco, brani come Children of the Matrix o Who's That Coming risultano meno memorabili e leggermente ripetitivi rispetto alle gemme di apertura.
• 🏆 VOTO FINALE: 8.5 / 10
Calling Card era il sesto album in studio di Rory Gallagher. L'album è stato pubblicato nel 1976. Gallagher ha prodotto Calling Card con l'ex bassista dei Deep Purple Roger Glover.
Con Calling Card Gallagher ha presentato uno dei suoi album più votati. Molti critici hanno dato un elevata valutazione all'album e anche ai fan è piaciuto. Commercialmente è stato relativamente migliore, da quando è stato pubblicato questo album o dopo l'apparizione al Rockpalast del 1977 anche in Inghilterra.
"Calling Card rappresenta il perfetto punto di equilibrio tra la raffinatezza stilistica dello studio di registrazione e la trascinante anima blues-rock di Rory Gallagher, un'anima tormentata e purissima che ha sacrificato ogni affetto, salute e compromesso commerciale per farsi consumare interamente dal fuoco della sua musica e chitarra."
Le canzoni
"Do You Read Me" apre l'album con tamburi terrosi e asciutti, Rory contribuisce con un piacevole intreccio blues. Gallagher si avvicina all'anima o all'anima blues nell'ulteriore corso, abbastanza bello è l’intervallo della tastiera quasi progressivo.
"Country Mile" è uno dei boogie veloci e sudati di numeri rockabilly che Gallagher ha ascoltato più e più volte. Nella canzone fa dei bei assoli.
"Moonchild" è una delle canzoni più famose di Gallagher. Gallagher presenta un bellissimo rock hard guitar con un buon groove e idee interessanti.
"Calling Card" è un lento blues rilassato con influenze jazz-blues. Gallagher è bravo nel blues, non sbaglia mai.
"I'll Admit You're Gone" è una ballata acustica. Gallagher aveva anche ballate a bordo ancora e ancora negli album tra il 1974 e il 1978, e anche qui, in realtà, non ha mai prodotto nulla di male.
"Eclettico"
Quindi anche qui. "Secret Agent" vive di un riff blues centrale che suona relativamente duro. Questa canzone è anche una delle canzoni più difficili di Gallagher, ma il riferimento al blues rimane sempre chiaramente riconoscibile.
"Jacknife Beat" sorprende ancora una volta. Inizialmente, questo ha qualche caratteristica funk-soul americana. La canzone suona bene, ci sono riff che successivamente la canzone aumenta di durezza e diventa più rock-blues.
Con "Edged In Blue" Gallagher presenta ancora una volta una delle sue ballate tipiche, questa volta elettricamente. All'inizio sembra movimentata, fino a dopo circa un minuto, poi la band la trasforma in una canzone più fluente.
"Barley And Grape Rag" rende omaggio al folk irlandese e l’originale ruolo di Gallagher del genere ragtime. Anche qui Gallagher dimostra la sua gamma, la sua tecnica, notevole.
Rory Gallagher ha pubblicato alcuni dei suoi album più forti dall'Irish Tour 74 ai primi anni '80.
Calling Card è uno dei migliori album di Gallagher. Secondo me non c'è praticamente nessuna canzone inefficace sull'album, che purtroppo non è sempre stato il caso degli album in studio di Gallagher. Gallagher offre un, hard rock, blues, soul, jazz, sempre compatto e molto convincente.
L'album è generalmente visto sia dalla critica che dai fan come il suo album più forte e più musicale.
Un vero e proprio capolavoro del blues rock anni '70. Calling Card rappresenta la perfetta via di mezzo tra la raffinatezza tecnica in studio e l'anima rock'n'roll di Rory Gallagher. È un ascolto obbligatorio per chiunque voglia avvicinarsi alla discografia del chitarrista irlandese.
Ci sono diversi retroscena storici, aneddoti di studio e dettagli tecnici fondamentali che quell'articolo non menziona e che cambiano radicalmente il modo di vedere Calling Card:
1. Il rifiuto ai Rolling Stones
Mentre la band registrava ai celebri Musicland Studios di Monaco di Baviera (lo studio sotterraneo fondato da Giorgio Moroder), i Rolling Stones chiamarono in studio. Avevano appena inciso lì Black and Blue ed erano in tour nella zona. Chiesero a Roger Glover se potessero scendere in studio insieme alla loro band di supporto, i leggendari The Meters, per fare una jam session notturna. Glover, preoccupato che venissero stravolti i settaggi audio faticosamente trovati per la chitarra di Rory, ne parlò con Gallagher. Incredibilmente, per dare priorità assoluta al disco, decisero di declinare l'invito per non perdere la concentrazione.
2. Fine di un'era per la band
Sebbene l'articolo parli dell'ottima coesione del gruppo, omette un dettaglio storico cruciale: questo è stato l'ultimo album in studio con la formazione a quattro elementi. Subito dopo il tour promozionale del 1976-1977, Rory sciolse la band. Decise infatti di fare a meno delle tastiere di Lou Martin e della batteria di Rod de'Ath, tornando alla formula del "power trio" (chitarra-basso-batteria) con il fido Gerry McAvoy e il nuovo batterista Ted McKenna, per ritrovare un suono più duro e immediato.
3. La convivenza con Roger Glover e le sessioni alcoliche
È stato il primo album dai tempi dei Taste in cui Rory ha accettato di lavorare con un vero produttore esterno. Tra i due nacque un rapporto splendido. Glover ha raccontato che Rory, durante le sessioni notturne (spesso annaffiate da abbondante alcol e risate), si divertiva a fare esilaranti e credibilissime imitazioni di un predicatore americano sul pulpito che urlava alla band di pentirsi dei propri peccati. Questo testimoniava il suo senso dell'umorismo vulcanico, che contrastava con l'immagine pubblica di uomo timido e riservato.
4. Il legame con il mercato tedesco (Rockpalast)
L'articolo accenna all'apparizione al Rockpalast del 1977. L'impatto di quell'evento fu colossale: Rory Gallagher fu l'artista scelto per inaugurare la primissima diretta in Eurovisione del programma tedesco Rockpalast (la celebre Rocknight al Grugahalle di Essen). Quella performance incendiaria, trainata proprio dai pezzi di Calling Card, lo trasformò istantaneamente in un eroe nazionale in Germania e in un fenomeno di culto in tutta Europa.
5. Curiosità sulle tracce speciali
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Jack-Knife Beat: L'articolo la definisce una traccia dalle caratteristiche funk-soul. Più nello specifico, la ritmica fu fortemente influenzata dai ritmi percussivi latini (stile Santana), un esperimento rarissimo e audace per il blues purista di Gallagher.
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Edged in Blue: Molti critici la considerano una delle melodie pop-rock più belle e tristi mai scritte da Rory. La casa discografica (Chrysalis) voleva a tutti i costi pubblicarla come singolo commerciale negli Stati Uniti. Rory, per via della sua totale avversione al mercato dei singoli (riteneva che la sua musica dovesse essere fruita solo all'interno dell'opera completa dell'album), si oppose fermamente, creando forti tensioni con l'etichetta.